sabato 5 luglio 2008
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Comune di Martano - Luoghi di culto


La Chiesa Matrice

Dedicata all'Assunta, protettrice del paese, fu ricostruita nel 1596 (sul portale si legge:"Hoc cives posuere Dei matrique dicarunt 1596"), distruggendo qualsiasi ricordo dell'antica chiesa di rito greco.
Costruita da maestranze neretine (all'epoca il protagonismo di quelle di Martano non si era ancora affermato) che nel portale riproposero il modello medievale dei leoni stilofori dell'antica chiesa.
Alla spoglia porzione della facciata inferiore, contrasta la zona superiore che si presenta congestionata da angeli aggettanti in percario equilibrio, serpi, ghirlande barocche, festoni e mascheroni, sirene impudiche.
Nelle paraste appare il motivo architettonico tipicamente leccese della "colonna ingabbiata".
L'arioso interno conserva notevoli altari sei - settecenteschi; in quello della Santissima Annunziata possiamo ammirare una splendida tela del pittore leccese Oronzo Tiso, della seconda metà del '700; notevole è pure la tela dell'Immacolata, attribuita a C.Fracanzano.
Allo stesso modo, sono di notevole interesse l'alta mole dell'organo, posto sulla porta d'ingresso, ed il ligneo soffitto decorato nel '700 con 75 formelle ortogonali.
Il modesto campanile fu completato soltanto nel 1769.



La Cappella degli Angeli

Edificata in aperta campagna dal "clan" dei Margoleo nel 1721 (attualmente è nel recinto del cimitero comunale) è un prodotto tipico dell'architettura del primo '700 dell'area grika per la solidità dell'impianto, la perizia tecnica e la sapienza costruttiva. Come in altre Cappelle axtraurbane (vedi la "Madonnella" sulla via per Borgagne) la facciata è ripartita da quattro elastiche paraste di origine gigante che arrivano fino alla sommità dell'edificio.
In asse col portale è il ricchissimo finestrone che, invenzione assai ricercata, sfonda il cornicione ponendosi quasi come elemento architettonico dotato di una sua autonomia. Il serpente che si morde la coda - simbolo del tempo - è un'inserzione di questo secolo. I due stemmi sono: quello a destra dell'Università, ossia del Comune del tempo; l'altro della famiglia Venneri - Stomeo.


Chiesa e Convento dei Domenicani (attuale sede comunale)

Sotto il titolo del Rosario, il grandioso complesso domenicano data all'inizio del '600; la chiesa fu fatta o rifatta nel 1652, data che si legge sul prospetto che si è conservato nella sua originaria fisionomia.
Non così per la facciata dell'attiguo convento che fu ricostruita in forme neoclassiche negli anni settanta del secolo scorso, quando vi si insediarono alcuni uffici comunali.
Originale è rimasto il quadrangolare chiostro dove si apre l'ampio scalone per il piano superiore, sede delle celle per i frati. L'interno della chiesa è a tre navate, impostate su robusti pilastri quadrangolari, coperte da volte a botte su lunette scaricate su elaborati peducci che, come sempre nell'area grika, testimoniano la sapienza costruttiva delle maestranze locali.
Gli altari sono quasi tutti della prima metà del '700 ed in genere sono tipologicamente simili a quelli delle altre chiese dei Domenicani.
Tra le numerose tele degne di attenzione, vi è quella della Circoncisione, del primo '600, e quella della Pietà, attribuita ad A.Fracanzano e, per alcuni, addirittura a Palma il Giovane (è la tela dell'altare maggiore rifatto a Napoli, in marmo, nel 1752). Settecentesco è il grande organo.
Sulla piazza antistante vi è il busto bronzeo di Salvatore Trinchese, realizzato nel 1907 dal grande scultore A.Bortone.

Continua...



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