Convento di Santa Maria della Consolazione
 Costruito
in aperta campagna sulla via per Borgagne dagli Alcantarini
nella seconda metà del '600, sul luogo di un'antichissima
e veneratissima cappelle rurale di rito bizantino denominata
"Madonna del Ligori".
La tradizione vuole che per la sua costruzione siano
state impiegate le pietre dei ruderi di due eremi abbandonati
di tradizione bizantina, San Biagio e San Nicola.
La tradizione vuole che per la sua
costruzione siano state impiegate le pietre dei ruderi
di due eremi abbandonati di tradizione bizantina, San
Biagio e San Nicola.
L'edificio conventuale è stato notevolmente rimaneggiato
in questi ultimi decenni in seguito all'installazione
dei religiosi cistercensi.
Soltanto la chiesa conserva l'aspetto originario; al
suo interno è particolarmente notevole l'elaborato
altare maggiore (1691) alla cui sommità, in una
cornice ovale, è conservato l'affresco della
Vergine della Consolazione. Questa chiesa è stata
recentemente sottoposta ad importanti lavori di restauro
che, tra l'altro, hanno recuperato il prezioso pavimento
in mattonelle smaltate.
Il convento è sede di una liquoreria, di una
ricca biblioteca, di una pregevole pinacoteca, dono
dello storico Michele Paone, ed offre ben 70 posti letto
a quanti desiderino condividere per qualche giorno l'ordinata
semplicità della vita monastica.
Nel recinto dell'edificio vi è una fonte d'acqua
purissima alla quale chiunque può attingere.
|

Il
Cimitero Comunale
|
La più grande concentrazione
di edifici, realizzati tra il XIX e XX secolo, che offrono
ancora l'idea della Cultura locale della pietra, fatta
di abilità tecnica e di inventiva, si trova nella
parte antica del Cimitero comunale (via per Lecce).
Se fin qui era stato il Barocco e poi il Neoclassicismo
a dimostrare la bravura delle maestranze locali, gli
edifici funebri testimoniano la capacità di adeguarsi
alle nuove forme, specialmente a quelle del "liberty",
che dato all'abitato altri esemplari architettonici
di rilievo, è l'epoca durante la quale si affrescano
all'interno gran parte dei palazzi signorili di Martano,
come "Palazzo Corina" (via per Otranto) che
ha inoltre uno dei più interessanti giardini
dell'epoca.
|

La
Cappella degli Angeli
Edificata in aperta campagna dal "Clan"
dei Margoleo nel 1721 (attualmente è nel recinto
dei cimitero comunale) è un prodotto tipico
dell'architettura del primo '700 dell'area grica per
la solidità dell'impianto, la perizia tecnica
e la sapienza costruttiva. Come in altre cappelle
extraurbane (vedi la "Madonnella" sulla
via per Borgagne) la facciata è ripartita in
quattro elastiche paraste di ordine gigante che arrivano
fino alla sommità dell'edificio. In asse col
portale è il ricchissimo finestrone che, invenzione
assai ricercata, sfonda il cornicione ponendosi quasi
come elemento architettonico dotato di una sua autonomia.
Il serpente che si morde la coda - simbolo del tempo
- è un'inserzione di questo Secolo. I due stemmi
sono: quello a destra dell'Università, ossia
del Comune del tempo; l'altro della famiglia Venneri-Stomeo.
|
|
|