Priorità ed Obiettivi

La nuova programmazione del presente Piano Sociale di Zona parte dalla filosofia e dall’analisi dei seguenti principi:

  • Implementazione e valorizzazione dei punti di forza e del sistema dell’offerta del precedente piano al fine di armonizzare la presa in carico dell’utente finalizzando le risposte al miglioramento dello stato di bisogno;
  • Attuazione di un modello di integrazione tra le politiche sociali, socio-sanitarie e del terzo settore. Sul piano metodologico/professionale, si ritiene opportuno attivare percorsi di cura, assistenziali, riabilitativi, relazioni di aiuto, di consulenza e sostegno, improntati ad intese e /o “protocolli di intesa” inerenti la messa in atto di un “modello” di integrazione trasversale, efficiente ed efficace;
  • Frammentazione/operatività: tale scelta operativa deriva dalla consapevolezza che nel precedente triennio, la progettazione di numerosi interventi ha determinato uno dei fattori di maggiore dispersione delle risorse dell’Ambito; pertanto la nuova programmazione è stata adeguata in modo più specifico all’appagamento dei bisogni reali della popolazione dell’ambito.
  • Capitale sociale inteso come promozione di relazioni tra tutti soggetti che compongono il tavolo della concertazione e le altre istituzioni o servizi che competenze con la presa in carico del caso.
  • Innovazione intesa come la promozione di politiche tese ad attuare strategie di intervento integrate e condivise per modificare stili comportamentali e attivare processi solidaristici di inclusione sociale.
  • Deistituzionalizzazione come impegno orientato a garantire il diritto ad anziani e minori di vivere all’interno della propria famiglia. La progettazione di infrastrutture che consentiranno di appagare o fronteggiare bisogni/necessità delle famiglie consente di promuovere uno sviluppo armonico della personalità delle persone e nel contempo di risparmiare ingenti risorse finanziarie.
  • Domiciliarizzazione dell’intervento. Questa modalità operativa consente in primo luogo di prevenire ricoveri impropri e di valorizzare/potenziare le capacità di presa in carico/cura superando traumi affettivi all’allontanamento.
  • Qualificazione dei servizi e delle prestazioni . Sarà attivato un processo di monitoraggio costante e continuo teso a misurare il grado di appagamento dei servizi fruiti da parte del cittadino. Ciò implica un aggiornamento continuo da parte degli operatori ed il rispetto dei rispetti codici deontologici/etici per migliorare costantemente la qualità del sistema di offerta.
  • Promozione ed inclusione sociale che valorizzi il cittadino come soggetto attivo e partecipe dell’intervento e non come semplice bersaglio, affrancandolo dal rischio della cosiddetta “trappola della povertà”.
  • Realizzazione infrastrutture sociali di ambito. E’ stato constato nel precedente piano che alcuni bisogni o emergenze possono essere contrastate/soddisfatte tramite l’attivazione di infrastrutture socio-sanitarie specifiche:
  • Dopo di noi, a favore di disabili gravi e privi di sostegno familiare;
  • Centro Polivalente per minori a favore di minori a rischio di devianza e sostegno/valorizzazione delle capacità genitoriali delle famiglie di provenienza al fine di prevenire la istituzionalizzazione.