Le origini
di Martano, come per altri centri del Salento e in particolar
modo della Grecìa Salentina, non sono certe, sicché
storia e leggenda si coniugano.Il Tasselli attribuisce la
nascita di questa cittadina agli antenati di Minosse, congiunti
agli Ateniesi di Japige.
Da alcuni reperti storici si può affermare che Martano
sia stato fondato dal centurione romano Martius, al quale
spettarono le terre del Salento come dono per il valore dimostrato
in battaglia, allindomani delle lotte che portarono
i romani, a cavallo del 267 A.C., alla conquista di queste
terre.
L'emblema civico del paese e un centurione che doma un cavallo
ribelle, simbolo che fu scelto dalla popolazione martanese
come ricordo delle gesta del suo fondatore. Lemblema
civico di Martano, inciso sulla porta d'ingresso della città,
ormai distrutta, è accompagnato da una epigrafe in
latino: "VIRUM IN SILICES VERTIT MARTIUS PEGASEUS AEGIDE",
(Marzio Pegaseo trasforma con lo scudo di Zeus - legida
- luomo in pietra).

Su questa iscrizione Gino Pisanò, uno studioso salentino
ha dato una nuova interpretazione circa le possibili origini
di Martano. Il Pisanò afferma, infatti, che non può
essere stato Martius Pegaseus a fondare Martano in quanto
Pegaseus è un termine dotto che nessun centurione avrebbe
assunto come "cognomen". Questo termine per i latini
aveva un valore aristocratico che, essendo Pegaso un cavallo
alato delle Muse, veniva considerato come simbolo dellispirazione
poetica e dellimmortalità.
Smontata, quindi, lipotesi del riferimento al mitico
guerriero romano, Pisanò ha supposto che Marzio potrebbe
essere lo pseudonimo di un anonimo umanista-poeta del luogo
che adottò il nome di Martius; mentre il "cognomen"
Pegaseus farebbe riferimento alla sua attività di poeta.
Questultima interpretazione ha reso più chiaro
il significato dellepigrafe, che, sulla base della nuova
ipotesi, avrebbe il seguente significato: "Marzio Pegaseo
con la sua sapienza rende luomo forte come la pietra".
Il termine "Aegide" ritenuto di oscura interpretazione,
viene qui inteso come "sapienza", essendo stato
ricollegato non allegida di Giove, bensì a quella
di Minerva, Dea della sapienza, il cui scudo, aveva al centro,
la testa di Medusa, madre di Pegaso, di cui Marzio pare fosse
seguace.
Dopo la caduta dell'impero Romano, nel 476 Martano cadde sotto
il dominio dei greci. Per cinque secoli subì l'influenza
bizantina che determinò sostanziali mutamenti degli
usi e costumi, che per certi versi persistono ancora oggi.
Nel 1190, il re Tancredi lo diede in feudo a Giorgio Roma
a questo succedettero poi nel 1545 i Bucale, nel 1591 i Demonti,
nel 1698 i Marchese, nel 1742 i Brunossi, ed in fine nel 1748
Sebastiano Gadelata che comprò il feudo per 50.000
ducati.